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Briciole. Forse quella donna aveva visto il miracolo dei cinque pani e dei due pesci e anche quei 12 cesti pieni di pezzi di pane avanzati.
Nel Vangelo secondo Matteo, ci sono due versioni del miracolo del pane. Nella prima versione, prima dell'incontro con la donna cananea, il miracolo sazia una folla di oltre cinquemila persone e i discepoli raccolgono in seguito dodici ceste piene dei pezzi rimasti. Dodici: simboleggiano tutte le tribù del popolo ebraico.
Il miracolo viene raccontato una seconda volta dopo l'incontro di Gesù con la cananea, due versetti dopo. Ora ci sono sette ceste piene di pezzi di pane rimasti. Sette: simbolo delle nazioni straniere allora conosciute al di fuori di Israele.
Senza dubbio, l'incontro con quella donna cananea è stato un punto di svolta nella vita di Gesù. Sì, Gesù stesso, il figlio di Dio fatto uomo, dovette ravvedersi e cambiare completamente di mentalità dopo questo incontro. Dice: "Donna, hai una grande fede! Ciò che desideri si realizzerà". E da quel momento la figlia fu guarita.
Quindi, secondo questa storia, è stata una donna pagana a far convertire Gesù. Gli fa capire che non è stato mandato solo alle pecorelle smarrite di Israele, che Dio, suo Padre, è il Dio di tutti, che fa splendere il sole e cadere la pioggia sia per i buoni che per i cattivi, sia per i peccatori che per i pagani, che ci sono molti posti nella casa di suo Padre, che nessuno è escluso a priori.
Gesù non ha una scienza perfetta su ogni questione del mondo, e se conosce il cuore dell'uomo è perché sa di doversi esercitare ogni istante alla difficile arte dell'ascolto. Questo gli permette di essere sufficientemente libero per cambiare opinione e anche atteggiamento, per invertire il corso della propria decisione, per maturare uno sguardo più completo sulla situazione che vive.
Questa è una vera conversione nell'azione di Gesù, grazie alla donna cananea. Dopo la sua "conversione", Gesù sarà per tutti perché capisce che nel regno di Dio, non ci sono figli e no, uomini e cani. Ma solo fame e figli da saziare, e figli sono anche quelli che pregano un altro Dio. Donna, grande è la tua fede! Lei che non va al tempio, che non conosce la Bibbia, che prega altri dei, per Gesù è donna di grande fede.
È importante vedere chiaramente di cosa si tratta. La cananea non afferma: sono uguale a un ebreo, di pari valore. No, riconosce: è vero, per te sono una pagana, un cane infedele, e tu per me sei diverso da me e io non voglio affatto diventare ebrea. Ma mi trovo in situazione disperata per mia figlia e tu puoi aiutarmi. Ma da parte mia io posso anche aiutarvi a rendere più profonda e più ampia la vostra visione della vita e della vostra missione.
E Gesù lo capì e accettò la lezione di quella donna cananea. E anche per noi la donna cananea è una lezione: non abbiamo nulla da imparare e da ricevere altre persone, da un altro mondo, da un’altra comunità diversi dal nostro? Non si tratta solo di dare qualcosa, ma anche di ricevere qualcosa, che forse è più difficile del dare.
Diciamo spesso che nella casa di Dio ci sono molte dimore. È facile da dire, ma in pratica è molto difficile. Noi diciamo: entrate, siate i benvenuti, ma prima pulitevi i piedi, non dovete portare il vostro stile di vita e dovete conformarvi alle regole e alle tradizioni della nostra casa. Altrimenti è meglio che restiate fuori, o che torniate da dove siete venuti.
Attraverso l'azione di questa donna, Gesù ha capito che un giorno anche i popoli pagani siederanno alla tavola del regno di Dio. Non possiamo che esserne grati, perché anche noi siamo tra quei popoli. E se oggi possiamo leggere e ascoltare il Vangelo, è forse in parte grazie a quella donna di Canaan, una donna straniera e pagana che veniva da un altro mondo.