CHIUSA PER LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE
Domenica e festivi ore 11.00
Nella festa del Ss. Nome di Maria il 12 settembre
Sante Messe ore 08.30, 09.30, 10.30 e 18.30.
Quando gli operai della prima ora vedono che gli operai sfaccendati prendono la stessa cifra, giustamente, insorgono.
Loro hanno faticato tutta la giornata, questi ultimi solo un'ora, ricevono lo stesso salario, che ingiustizia!
Però. In teoria.
La chiave della parabola sta nel loro modo di pensare.
Quando vedono dare agli operai dell'ultima ora un denaro pensano di ricevere di più.
Quando ricevono il denaro pattuito non chiedono di più, esigono per gli altri di meno.
Vigliacchi e pavidi. Non dicono quello che legittimamente desiderano, chiedono al padrone di dare agli altri di meno.
Meno di un denaro. Un denaro è il guadagno minimo giornaliero per poter dar da mangiare ad una famiglia ai tempi di Gesù.
Invece di esercitare un legittimo diritto ("Dacci di più, abbiamo lavorato tutto il giorno!"), se la prendono con i deboli: chiedono di dar loro di meno. Meno di ciò che è indispensabile per vivere.
Forti con i deboli, deboli con il forte. Terribile. Non pensiamo anche noi così?
Il padrone è buono, non vuole fare l'elemosina a questi sfaccendati, non vuole umiliarli, vuol dar loro una parvenza di dignità, la possibilità di riscattarsi, di osare, di rinascere. Lo fa con garbo, con gentilezza, con misericordia.
Dice Papa Francesco: Quello che ti dà dignità non è portare il pane a casa, puoi prenderlo dalla Caritas. Quello che ti dà dignità è guadagnare il pane, e se noi non diamo alla nostra gente, agli uomini e alle donne, la capacità di guadagnare il pane, questa è un’ingiustizia sociale. (Papa Francesco)
Venuta la sera
La sera era il momento di dare la paga agli operai (cf. Lv 19,13; Dt 24,15). Entra in scena un terzo personaggio: l'amministratore.
Nel vangelo di Matteo sette volte si dice: «Venuta la sera». Quando viene sera accade sempre qualcosa d'importante. «Venuta la sera» è l'espressione adoperata per l'eucarestia. Matteo sta ricordando ai suoi lettori e a noi che l'eucarestia non è un incontro per santi o per giusti ma per tutti quelli che vogliono ricevere l'amore di Dio, che si posa su tutti, perché Lui vuole darsi a tutti, buoni e cattivi, giusti e ingiusti.
Che cosa succede? Il fattore del padrone paga quelli delle cinque del pomeriggio con un denaro: non è una paga, ma un regalo.
È buono il padrone, non sciocco: del suo denaro può fare quello che vuole.
Come salvare un peccatore gratuitamente.
Gesù se la prende con la logica del merito: Dio mi ama e mi premia perché mi comporto bene. Così pensavano i devoti del suo tempo. E del nostro.
Gesù dà una spallata alla logica umana che vede la giustizia come unico modo di relazionarsi fra le persone e con Dio. È importante la giustizia ma rischia di sfociare nell'arida contabilità dei meriti.
Più del merito c'è la grazia, il dono, questo osa dire Gesù.