Domenica delle Palme, un giorno di fortissimi contrasti. Parliamo della sofferenza di Gesù e nello stesso tempo risuona qualcosa della sua gloria. E quando parliamo della sua gloria la liturgia ci ricorda immediatamente la sua sofferenza. Da una parte si grida 'osanna' e lì, poco dopo, la stessa folla grida 'crocifiggilo'; qui si canta 'benedetto colui che viene' e lì poco dopo si grida “libera Barabba”. E non dimenticate che nel Vangelo Gesù ha sempre diffidato della popolarità tra le folle osannanti. Forti contrasti di questa celebrazione che sono uniti dal nome stesso di questa domenica: Domenica delle Palme e di Passione.In questa Settimana Santa che ci porta alla Pasqua, sentiremo il disprezzo dei capi del Suo popolo e il loro inganno per ucciderlo. Assisteremo al tradimento di Giuda, uno dei Dodici, che lo venderà per trenta denari. Assisteremo alla fuga di tutti i suoi discepoli e al triplice rinnegamento di Pietro, che prende la parola a nome di tutti i discepoli del Maestro: «Non conosco quest'uomo di cui parlate» (Mc 14,71).Non s'era mai udito che, accanto alla fiamma del fuoco, un uomo potesse essere così freddo come il primo Papa dell'era cristiana. È accaduto, dunque è molto più facile che accada di nuovo a ognuno di noiVedremo il Signore arrestato e portato via come un bandito, portato davanti al Sinedrio, condannato a morte, picchiato e maltrattato. Lo vedremo deriso dai soldati, coronato di spine. E poi nella via crucis e sotto la croce sentiremo lo scherno del popolo e dei capi. “Tu che hai salvato gli altri, salva te stesso, se sei il Cristo. Lo dicono tutti, capi, soldati, il ladro: fa' un miracolo, conquistaci, imponiti, scendi dalla croce, e ti crederemo. Qualsiasi uomo, qualsiasi re, potendolo, scenderebbe dalla croce. Lui, no. Solo un Dio non scende dal legno, il nostro Dio. E perché? Perché gli uomini, i suoi figli, non possono scendere dalla loro croce, perché le nostre croci e pene e sofferenze personali e in famiglia non ce le toglie nessuno. Ed è questo che lui ha voluto condividere, ma fino all’estremo, fino in fondo.D’altra parte, solo la croce toglie ogni dubbio. Qualsiasi altro gesto ci avrebbe confermato in una falsa idea di un Dio onnipotente che dovrebbe risolvere tutti i problemi degli uomini e tappare tutti i buchi e le mancanze della nostra esistenza. E questo, per la vergogna di tutti noi, l'ha capito per primo non un discepolo di Gesù ma un pagano, un centurione esperto di morte che dice: costui era veramente figlio di Dio. Non ha visto miracoli, risurrezioni, ma solo un uomo appeso nudo nel vento. Eppure ha visto il capovolgimento di questo nostro mondo, dove la vittoria è sempre del più forte, del più armato, del più spietato. Ha visto il supremo potere di Dio che è quello di dare la vita anche a chi dà la morte; il potere di servire non di asservire; di vincere la violenza, ma prendendola su di sé. All'inizio della Settimana Santa, ascoltando il racconto della passione del Signore, il Passio, e contemplandolo come se fosse un grande affresco, poniamoci la domanda: Ma io dove mi trovo in mezzo a tutti questi personaggi? Perché tra loro ci sono anche io e devo osare cercare e guardare bene e chiedermi: dove mi colloco, da che parte sto?